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Filosofia
"Quando
ero piccolo mi piaceva disegnare tutto quello che aveva un
movimento.
Ora che sono cresciuto continuo a percepire il fascino del
movimento in ogni cosa che progetto.
Il
mio primo amore furono i camion. Adoravo i loro frontali imponenti,
le dimensioni esagerate e l'idea di viaggio che trasmettevano.
E nutrivo un'ammirazione particolare per coloro che li guidavano.
Ma la cosa che mi incuriosiva maggiormente era la cabina.
Nella mia immaginazione la cabina era la casa del camionista.
Era lì che viveva le sue giornate, era il suo rifugio,
il suo ufficio, il suo salotto.
Mi ricordo ancora la prima volta che sono salito su un camion,
era un vecchio Fiat di colore arancio.
Tutto mi appariva gigantesco. Ricordo il volante che emergeva
da un cruscotto spartano, e le vibrazioni del grosso e potente
motore che cambiava ritmo e suono allo scalare delle marce.
Il
mio sogno divenne quello di poter realizzare qualcosa che
fosse abitato, che fosse utile, e che creasse vibrazione,
ed emozione. In poche parole: un luogo vivo.
Tutto
questo è rimasto nel mio essere designer e architetto.
Oggi
quando progetto, che sia un prodotto oppure uno spazio fisico
o virtuale, cerco l'emozione da infondere nello spettatore
e in chi ne usufruirà.
Cerco il movimento, perché tutto è in divenire
e ogni cosa deve esprimere la sua dinamicità per poter
anticipare le regole.
Cerco la vitalità e l'energia, perché gli oggetti
e gli spazi non devono essere qualcosa fuori da noi, ma qualcosa
che diventa parte di noi.
Cerco la semplicità, nella forma e nel concetto, perché
se guardi le cose con gli occhi di quel bambino che conoscevi,
ti sentirai straordinariamente a tuo agio.
Così
sono le mie linee, tese a cercare il loro movimento, e semplici
nel dar vita a forme nuove che inconsciamente sono nella memoria
collettiva".
Donato
Nappo
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